Come trasformare e utilizzare il tuo balcone tutto l’anno

 

Un balcone rappresenta uno spazio essenziale della casa,

un piccolo “sfogo”, un angolo in cui uscire a prendersi una boccata d’ossigeno,

uno spazio in cui coltivare, nel vero senso della parola, le proprie passioni.

Se poi, ci si ingegna un po’, è possibile trasformarlo in un angolo di paradiso senza grandi stravolgimenti.

Senza spendere cifre eccessive e con le giuste soluzioni, un balcone si può trasformare in un’oasi di relax all’aria aperta, regalandosi anche la possibilità di viverlo in qualsiasi momento dell’anno.

E se un tempo la chiusura di un balcone era una pratica costosa, lunga e spesso anche dal risultato poco piacevole agli occhi, oggi la rivoluzione è già in atto con sistemi leggeri, di grande impatto estetico e facilmente rimovibili.

 

Chiudere il balcone con le vetrate panoramiche

La soluzione ideale per chiudere facilmente un balcone trasformandolo in uno spazio nuovo tutto da vivere per la famiglia, i bambini e gli amici di casa, è senza dubbio quella di utilizzare delle vetrate panoramiche amovibili.

In questo modo si può aumentare di fatto lo spazio vivibile della casa, senza dover cambiare la destinazione d’uso del balcone stesso perché non si crea ulteriore cubatura.

Le vetrate panoramiche, inoltre, consentono di catturare tutta la luce a cui si è naturalmente abituati affacciandosi sul balcone ed essendo rimovibili manualmente, non rappresentano una soluzione permanente.

Un ottimo compromesso, insomma, per regalare al balcone una nuova vita, trasformandolo in un attimo

in una zona relax,

nella nuova “stanza” open air dei bambini,

nello spazio per gli animali della casa,

in un orto bioclimatico o

in un solarium con tanto di spa.

Moltissime sono le idee per arredare questo ambiente outdoor.

 

Chiusura balcone, una nuova zona relax

La prima idea è senza dubbio di trasformare il balcone in un piccolo angolo di paradiso, a cominciare dal solarium.

Non sempre, infatti, è possibile fare una vacanza al mare e allora perché non ricorrere a questa semplice soluzione urbana?

Qualche sdraio, delle piante che proteggano da occhi indiscreti e il gioco è fatto.

Un’altra idea molto piacevole è di sostituire il vecchio balcone con un angolo zen che ritempri corpo e anima dopo la dose quotidiana di stress e frenesia.

Saranno indispensabili, in questo caso, alcuni piccoli accorgimenti, come

procurarsi delle pietre o delle piccole rocce, molte candele, delle piante giapponesi tra cui i classici bonsai e dei complementi di arredo in linea con la filosofia zen, quindi minimalisti, caldi, in legno.

La regola della pace è l’essenzialità, dunque basterà qualche sedia o delle sdraio, un tavolino e qualche appoggio, sempre in legno, qualche lanterna accesa e la strada per la serenità è aperta.

Ancora, un’altra soluzione molto interessante per chi ama leggere e rilassarsi all’aria aperta è di creare una sorta di piccolo rifugio per la propria mente in balcone.

Magari installando un’amaca, un tavolino o qualche piccolo appoggio per libri e tablet accompagnando il tutto con una tazza di tè verde o una buona tisana rilassante.

In più, le vetrate panoramiche consentiranno di sentirsi pienamente parte della natura e dell’ambiente esterno.

 

Chiusure balcone, l’angolo fitness e spa

Un’altra opzione, molto intrigante ed elegante,

è quella di trasformare il vecchio balcone in un vero e proprio angolo fitness. Chi di noi non sogna di avere una mini-palestra in casa propria?

Ecco allora che basta un po’ di fantasia e di creatività per ritagliarsi il giusto spazio anche senza disporre necessariamente di una stanza in più in casa.

La chiusura con le vetrate amovibili, magari con delle vetrate scorrevoli, consente tranquillamente di realizzare uno spazio dedicato al fitness direttamente outdoor.

Basterà un materassino, qualche strumento innovativo come una fitbal o degli elastici o qualche pesetto  ed ecco che la palestra a nostra immagine e somiglianza è pronta.

Sicuramente, considerando le vetrate panoramiche, bisognerà procurarsi qualche barriera che ci metta al riparo dagli sguardi curiosi, basterà quindi qualche pianta di un certo impatto visivo.

 

Trasformare il balcone, l’angolo del gioco

Naturalmente non si può non pensare che, con la chiusura del balcone,

si avrà, nel caso in cui serva, un nuovo angolo di gioco per i piccoli di casa, umani e a quattro zampe.

Chiudendolo con delle vetrate panoramiche, infatti, i bimbi staranno al sicuro ma nello stesso tempo avremo a disposizione un ambiente in più in cui, farli giocare come se ci trovassimo all’aria aperta fuori casa.

Mentre noi leggiamo un bel libro, loro possono tranquillamente avere un angolo, magari arredato ad hoc con legno a terra e cuscini per giocare senza farsi male e senza creare più caos del necessario in casa.

Basterà poi dotarsi di qualche contenitore, magari di legno e in linea con il resto dell’arredamento outdoor, per sistemare i loro giocattoli prima di rientrare in casa.

Per gli amici a quattro zampe, invece, si può finalmente prendere in considerazione l’idea di posizionare la cuccia all’esterno, magari dando la possibilità al cucciolone di dormire dentro o fuori e, mentre la famiglia vive il nuovo spazio living di casa, di starsene fuori a giocare, riposarsi e sonnecchiare.

Infine, il gioco è anche per i grandi: cosa c’è meglio di un balcone con delle vetrate scorrevoli per ospitare amici e organizzare piccoli party e cenette intime?

Anche un aperitivo in balcone, al tramonto, con tavolini e sedie o cuscini colorati, candele e lanterne sarà una situazione piacevolissima con un’atmosfera unica nel suo genere.

 

Chiusura balcone, l’oasi green di casa

Infine, non può mancare, per tutti gli amanti del verde, l’opzione green.

Chiudere il balcone, infatti, rappresenta la soluzione ideale per chi voglia trasformare questa zona in un piccolo orto bioclimatico o una serra con le nostre piante preferite.

Spazio quindi a fiori, piante ornamentali, ma anche erbe aromatiche e piccoli ortaggi e verdura che si possano coltivare in ambienti di dimensioni ridotte.

Pensiamo anche a qualche pianta da frutto, come un bel limone, o delle fragole che si possono facilmente tenere in terrazzo.

Grazie alla chiusura in vetro, le nostre piante saranno ben protette dalle intemperie e dalle temperature più rigide e con qualche accorgimento di design, riusciremo facilmente a rendere questo nuovo spazio un angolo green meraviglioso e nello stesso molto funzionale per la coltivazione.

 

Edilizia Libera e Vetrate Panoramiche

 

 

Il Decreto: Un Vantaggio con  Mille Soluzioni

Partendo dall’assunto secondo cui per “volumetria” o “cubatura” si intende

un qualsiasi organismo edilizio che comporti una trasformazione del territorio,

è evidente come le antine in vetro paravento, meglio conosciute come vetrate panoramiche,

siano state pensate per evitare la formazione di suddette cubature stabili e definitive,

a differenza di quanto accade per gli infissi/serramenti posti a chiusura definitiva di un balcone che,

di per sé, nasce come spazio aperto.

Ignorando tali definizioni, le Amministrazioni comunali intraprendono spesso

illogiche e immotivate battaglie contro le antine di vetro,

ritenendo necessario, per la loro installazione,

il possedimento di un qualche titolo edilizio.

Questo le porta a incorrere in palesi violazioni della legge, quali:

 

–  violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 6, 10 e 22 dpr 380/2001;
–  violazione e falsa applicazione dell’art. 34, comma 2-ter, dpr 380/2001;
–  eccesso di potere per erronea presupposizione in diritto;
–  erronea qualificazione dell’opera;
–  eccesso di potere per travisamento dei fatti

Come si evince, invece, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e-ter), DPR 380/2001,

l’installazione di antine in vetro paravento costituisce attività di edilizia libera,

rientrando nelle opere di finitura di spazi esterni e, pertanto, attuabile anche in mancanza di titolo.

Nel caso delle vetrate panoramiche ci si trova di fronte a elementi mobili, precari e che,

proprio per questa loro natura amovibile, possono essere facilmente smontate da chiunque e

senza l’utilizzo di particolare competenza e attrezzatura.

Si tratta, in definitiva, di strutture leggere finalizzate alla protezione da agenti atmosferici e alla migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa e non atte alla creazione di una nuova volumetria.

 

Tutto ciò è confermato dai Magistrati della Terza Sezione del TAR di Bari i quali, rifacendosi all’art. 55 del Codice di Procedure Amministrative, NON hanno ravvisato violazioni alle Norme in materia urbanistica in quanto “la chiusura del balcone, realizzata con un sistema facilmente amovibile e non stabilmente ancorata alla struttura del balcone stesso”, “non genera un cambio di destinazione d’uso del balcone”.

Il criterio di valutazione e le scelte progettuali da fare al fine di migliorare le prestazioni ambientali

Come migliorare il benessere interno

 

Il comfort ambientale si identifica con il benessere delle persone che vivono in un determinato ambiente (casa oppure ufficio). E’ una sensazione che dipende non solo da adeguate condizioni termo-igrometriche e di luminosità (comfort termico e visivo), ma anche dal giusto isolamento acustico, un elemento spesso trascurato nella progettazione.

Nei confronti della rumorosità all’interno degli organismi edilizi la progettazione deve prospettare le soluzioni tecnologiche ed architettoniche capaci di realizzare le condizioni per il benessere acustico degli individui.

Parleremo, quindi, del comfort acustico.

      Comfort acustico, cos’è

Il comfort acustico può essere definito come la condizione in cui un soggetto non sia disturbato nella sua attività dalla presenza di altri suoni/rumori e non subisca danni all’apparato uditivo provocati da una esposizione a fonti di rumore.

In gran parte degli edifici lo scarso comfort acustico è la fonte di disturbo più comune ed immediata; per questo è importante assicurare il massimo comfort acustico durante la fase progettuale, costruttiva e di esercizio di un edificio nei confronti dei rumori provenienti dall’esterno, ma anche da quelli provenienti da appartamenti contigui.

Al progettista acustico è affidata la scelta di materiali, arredi, macchinari, infissi, rivestimenti ed altro ancora, che, inseriti all’interno dell’involucro edilizio, non siano causa di rumori e garantiscano il benessere acustico.

Nel caso di un ambiente confinato possiamo distinguere le fonti esterne all’edificio dalle fonti interne.

Fonti di rumore

Le fonti esterne sono generalmente costituite dal traffico veicolare e dall’eventuale presenza, in prossimità dell’edificio, di attività produttive industriali. Il rumore prodotto da tali fonti si propaga per via aerea e poi penetra all’interno dell’edificio attraverso il suo involucro.

Le fonti di rumore interne, possono essere presenti sia nell’ambiente oggetto di studio che in altri ambienti dello stesso edificio ad esso attinenti; tali fonti sono:

sono sottoposti ad un diverso diverso stile vita dettato da un diverso ciclo di vita.

In questo caso la propagazione avviene sia per via aerea che attraverso le parti solide della costruzione.

Ecco come ottenere l’adeguato comfort acustico in un edificio.

Comfort acustico, il livello sonoro

Il criterio di valutazione del comfort acustico fa riferimento al concetto di livello sonoro.

 

Il livello della pressione sonora (che si misura in decibel, dB) è inteso come l’incremento in scala logaritmica della pressione dell’aria rispetto ad una situazione di quiete nell’aria stessa.

Il decibel è la decima parte del bel; è un numero puro (senza unità di misura) ed è ottenuto come logaritmo del rapporto fra due grandezze omogenee (esprimibili cioè nella stessa unità di misura e tali, quindi, che il loro rapporto è un numero puro adimensionale).

Relativamente alla destinazione d’uso dell’ambiente oggetto di analisi e all’attività svolta al suo interno, viene definito un livello sonoro di normale tollerabilità e cioè una soglia massima di rumore ritenuta accettabile perché non provoca disagio all’utente. Il superamento di tale soglia porta alla perdita della condizione di benessere.

Comfort acustico, le soluzioni progettuali

Il controllo delle emissioni da parte delle sorgenti di rumore presenti nell’insediamento rappresenta la strategia fondamentale di riduzione dell’inquinamento acustico.

Per un insediamento urbano della tipologia in esame le emissioni di rumore sono dovute agli impianti e al traffico veicolare indotto. Tali emissioni possono propagarsi in taluni casi prevalentemente all’interno dell’edificio, causando quindi un disturbo agli occupanti, in altri casi prevalentemente all’esterno, determinando quindi un degrado della qualità dell’ambiente circostante.

Le categorie di impianto più significative dal punto di vista delle emissioni acustiche sono le seguenti:

 

Controllo di rumore degli impianti
Obiettivo Ridurre le emissioni di rumore nell’ambiente esterno da parte degli impianti.
Requisito qualitativo Massima riduzione delle emissioni di rumore nell’ambiente esterno da parte degli impianti
Requisito quantitativo
Strategie e tecnologie di riferimento Scegliere componenti silenziosi o silenziabili;

installare i componenti esterni in posizione schermata rispetto ai ricettori sensibili;

curare l’insonorizzazione delle centrali tecnologiche.

Indicatori di controllo Limite di immissione differenziale.
Riferimenti normativi Legge Quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95.
Indicatori di prestazione Sistema e combustibile impiegato per la produzione dell’energia termica.
Unità di misura

 

Al fine di migliorare le prestazioni ambientali è utile adottare le seguenti scelte progettuali:

 

Riteniamo che questo ultimo punto sia il più importante in quanto, ricavare e regalarci uno spazio protetto che aumenti le possibilità di isolamento acustico della nostra abitazione, un giardino, un patio, una terrazza.

 

I vantaggi e le opzioni che Bioclimatek mette in campo con i propri prodotti sono molteplici.

 

           Adesso…. Contatta il nostro rivenditore e rilassati,

                                            a dare più comfort alla tua vita ci pensa Bioclimatek …



 

Comfort Termico

 In questo articolo analizziamo gli indicatori relativi al comfort termico
                                  La norma UNI-EN-ISO 7730:2006 definisce il comfort termico come:

                 “Quella condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell’ambiente termico.

Riguarda una serie di fattori in cui la maggior parte delle persone si sente bene.


 

I fattori che determinano la qualità dell’ambiente termo-igrometrico                                                                                      in uno spazio confinato sono principalmente riconducibili a:

• caratteristiche termiche degli elementi di confine (l’involucro edilizio)
• sorgenti di calore e di vapore presenti all’interno
• clima esterno
• caratteristiche dell’impianto di climatizzazione
• attività svolta

 

Per raggiungere adeguati livelli di comfort termico è necessario quindi:



Una corretta circolazione d’aria contribuisce anche nel periodo estivo a migliorare le condizioni di comfort termico anche in assenza di un impianto di climatizzazione e con temperature dell’aria relativamente alte.

Cosa influisce sull’ambiente termico interno?

Lo scambio di calore tra il corpo umano e l’ambiente si verifica principalmente in tre modi,                                              in particolare attraverso:

• radiazione
• convezione
• evaporazione

 

L’ambiente interno termico è influenzato sia da fonti interne sia esterne.

     Fonti di calore comuni:
   • attrezzature elettriche (quali luci o computer)
                         • radiazione solare
                         • presenza umana

 Comuni fonti di freddo:
       • ponti termici nelle costruzioni                                                                                    • superfici delle finestre
                 • pareti male isolate                       

Tutte queste fonti influenzeranno la percezione umana dell’ambiente e quindi il livello di comfort.

 

 

Il comfort termico si riferisce alla sensazione percepita sul corpo umano come risultato dell’effetto di fonti di calore e fredde nell’ambiente.


Fattori che influenzano il comfort termico

Il comfort termico è principalmente influenzato da sei fattori variabili, che sono necessari per mantenere un sano equilibrio al fine di sostenere la soddisfazione degli occupanti con l’ambiente circostante.

1. Temperatura dell’aria una componente comune di comfort termico; può essere facilmente influenzata tramite riscaldamento e raffreddamento passivo e meccanico.

2. Temperatura media radiante la temperatura media ponderata di tutte le superfici esposte in una stanza. In combinazione con la temperatura dell’aria, permette di definire la temperatura operativa che è il componente più importante del comfort termico.

3. Velocità dell’aria ( o flusso dell’aria) quantifica la velocità e la direzione dei movimenti d’aria nella stanza. Rapide fluttuazioni nella velocità dell’aria potrebbero comportare reclami.

4. Umidità (o umidità relativa) è il contenuto di umidità dell’aria. Livelli troppo alti o troppo bassi di umidità possono indurre il disagio.

Quattro dei Sei fattori appena menzionati hanno una relazione diretta con l’ambiente e l’ habitat in cui abbiamo scelto di vivere…



5. Abbigliamento la quantità di isolamento aggiunto al corpo umano. Livelli di abbigliamento cospicui riducono il calore perso attraverso la pelle e abbassa la percezione di comfort percepito della temperatura dell’ambiente.

6.Livello di attività fisica (anche chiamato calore metabolico) ha un’influenza sulla quantità di calore prodotto dal corpo umano e quindi anche nella percezione dell’ambiente caldo o freddo.

Questi ultimi  due fattori in gioco riguardano la nostra interazione con questi ambienti, le  nostre scelte ed abitudini di vita quotidiana.


Il comfort termico è strettamente correlato con l’utilizzo efficace ed efficiente delle risorse energetiche ed ambientali locali. Oggi quando PROGGETTIAMO NUOVI SPAZI  si tende a realizzarli in modo che mantengano o migliori la qualità della vita degli occupanti, utilizzando in modo razionale energie e risorse e dando priorità al controllo micro-climatico degli ambienti.

Si valutano dunque soluzioni tecnologiche che non solo diminuiscono i consumi energetici, ma che anche generino condizioni ambientali favorevoli al benessere termico delle persone.

Conclusione

Molte sono le cose che si potrebbero scrivere, dal momento che l’argomento sul benessere termico è vastissimo. Il consiglio è ovviamente quello di affidarsi sempre all’esperienza di chi è da anni nel settore del benessere e che ha sviluppato dei sistemi  specializzati , una figura come Bioclimatek che possa consigliarvi e valutare assieme a voi la soluzione migliore.

 



 

Come Migliorare benessere e illuminazione Fuori e Dentro casa


 

                                                                                                                                                                                                                Ecco i fattori da tener presente per contribuire al benessere in & aut Door

Il benessere interno è dato non solo dal comfort termico ed acustico, ma anche dal comfort visivo,                            ossia dallo stato in cui una persona può svolgere nel miglior modo possibile i diversi compiti all’interno di un’abitazione.

L’illuminazione all’interno di un ambiente, sia essa artificiale o naturale, è considerata la principale responsabile del comfort visivo; un’inadeguata illuminazione causa sensazione di malessere generale e stanchezza agli occhi.

L’illuminazione di un ambiente deve svolgere fondamentalmente tre funzioni:

sicurezza: deve consentire lo svolgimento dell’attività ed il movimento in condizioni di sicurezza.
prestazione: deve consentire lo svolgimento del compito visivo in condizioni ottimali.
comfort: deve garantire un ambiente interno confortevole.

Sin dalla fase progettuale è opportuno prevedere adeguati livelli di comfort visivo, definendo attentamente:
la collocazione, l’orientamento e le dimensioni dell’edificio.
l’ubicazione delle finestre.
• il controllo delle riflessioni e degli abbagliamenti.
• la previsione di schermature.


Illuminazione naturale

La luce migliore è quella naturale

Riproduce i colori fedelmente, giova al benessere psicofisico delle persone ed è gratuita.                         Questa costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili e qualitativamente confortevoli.

Inoltre, un’adeguata illuminazione diurna ed un’integrazione ottimale di luce naturale/artificiale possono contribuire in maniera significativa al risparmio energetico negli edifici.

Nel contempo, però, una disponibilità di luce naturale particolarmente elevata in un ambiente chiuso

                        Può creare alcuni svantaggi; ad esempio,

per le condizioni climatiche, un elevato irraggiamento comporta un incremento notevole dei carichi frigoriferi e quindi un conseguente incremento del fabbisogno energetico in fase di climatizzazione.

Bisogna quindi prevedere adeguati sistemi di ombreggiamento per il periodo estivo.

Il confort visivo, in linea generale, dipende da:
• livello di illuminamento
• livello di abbagliamento


Illuminamento

E’ è una valore risultato del rapporto tra il flusso luminoso (misurato in lumen) emesso da una sorgente e la superficie dell’oggetto illuminato.
E’ quindi una grandezza che fa riferimento all’oggetto illuminato e non alla sorgente.
L’unità di misura dell’illuminamento è il lux, che corrisponde all’illuminazione prodotta su una superficie perpendicolare ai raggi da una sorgente posta a 1 metro di distanza e che abbia l’intensità luminosa di una candela.
Tra le principali norme di riferimento citiamo la UNI 11630 e la UNI EN 12464.

Tabella con i valori di illuminamento consigliati

riferita alle Abitazioni
• salotto – 150-200 lux
• soggiorno – 150-200 lux
• cucina – 200-250 lux
• camera da letto – 100-150 lux
• zona di lettura – 300 lux
• bagno – 100-150 lux
• corridoi, scale – 50-100 lux
• garage, cantine, solai – 50-100 lux


Rapporto aero-illuminante e fattore di luce diurna       

Per garantire una buona qualità di luminosità all’interno delle abitazioni, la dimensione delle finestre dovrebbe corrispondere al 10% – 12% di quella del pavimento.
In particolare, la normativa nazionale  stabilisce un fattore medio di luce diurna non inferiore al 2% e una superficie apribile non inferiore a 1/8 della superficie calpestabile.

Entrambi i fattori determinano il rapporto aero-illuminante che deve assicurare due condizioni:

  1. luce e 2. ricambio d’aria (sufficienti all’interno dei locali).
    Questo significa che, in una stanza dimensionata 5 m x 4 m, la superfice vetrata dovrebbero avere una valore minimo pari a 2 m² (NB: la luminosità non crescerà proporzionalmente con l’aumento della dimensione delle finestre: Infatti raddoppiando la superficie vetrata, la luminosità aumenterà tra il 55 ed il 60% (circa).

come potete notare….Questo fattore gioca un ruolo importante non solo nella progettazione ma soprattutto nella valutazione che facciamo del giusto sistema vetrato da scegliere.

Il comfort visivo dipende non solo dal livello dell’illuminazione interna, ma include anche il rapporto visivo che si ha tra l’interno verso l’esterno.

Pertanto le finestre non solo devono procurare la luce necessaria per svolgere un’attività, ma anche consentire e garantire la vista dell’esterno.

Indipendentemente dal rispetto dei rapporti aero-illuminanti di legge, il fattore più indicativo del livello di illuminazione naturale di un ambiente interno è il fattore di luce diurna,

esso esprime il rapporto fra l’illuminamento in un punto all’interno dell’edificio e quello che si avrebbe in assenza dell’edificio stesso.


Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo del Benessere Out door?

Segui le nostre News

 

© 2019 Bioclimatek® - P.IVA 03563010838 - Privacy & Cookie policy

×